Viaggio e comfort zone: un percorso di crescita personale in 3 passi

6 Aprile 2021
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Quando è stata l’ultima volta che hai preso una scelta in modo consapevole e non automatico?
Qual è stato l’ultimo sogno che hai realizzato? 
Cosa ti rende insoddisfatto?

 

 

Viaggiare intorno al mondo ha svelato lati di me che nella mia vita ordinaria non avrei mai scoperto. 

Perché l’abitudine fa questo effetto: ricadiamo nelle medesime scelte, adottiamo comportamenti e strategie che sono familiari, rimanendo in quella “comfort zone” in cui ci sentiamo a nostro agio.

Viaggiare ci permette di ampliare gli orizzonti della nostra mente, sostenendo quel processo di crescita personale che solo in nuove situazioni potremmo realizzare.

Ingenuamente si pensa che si “esca” dalla propria zona di comfort, ma in realtà, viaggiare aiuta ad allargare i confini della comfort zone facendoci scoprire che siamo molto di più di quello che pensiamo, che siamo molto più adattabili rispetto a ciò che l’abitudine ci ha sempre mostrato.

 

Ecco perché vorrei mostrarti come “viaggio e comfort zone” si abbracciano in un percorso di auto-scoperta fatto di tre passi. 

 

viaggio in Myanmar

Viaggio e comfort zone: Minibus in Myanmar

 

 

Viaggio e comfort zone: come allargare i confini della mente intorno al mondo?

 

1) Il primo passo è osare

 

La paura si alimenta nell’inattività, cresce e si radica nel profondo portando a sentirci ancora più inermi.

La verità è che la paura diminuisce man mano che andiamo avanti, svanisce quando facciamo quel primo passo che ci fa uscire dal suo circolo vizioso, quando osiamo.

Osare ci fa rispolverare quelle sensazioni sopite nella routine, ci fa scoprire che sappiamo sorprenderci, che siamo esseri curiosi, e che quella tensione che la paura ci fa provare può essere trasformata in una gradevole eccitazione verso la scoperta.

Ma non possiamo osare senza essere consapevoli delle nostre reali risorse e capacità, senza sentire che stiamo imparando e stiamo accrescendo quel nostro bagaglio di competenze.

Quando parliamo di viaggio e comfort zone, inizia in modo graduale. Ad esempio, percorri una strada che non hai mai fatto per tornare a casa o esplora un quartiere della tua città che ancora non hai visto.

Quando ti sentirai più vivo – perché esplorare fa questo effetto – e più a tuo agio con questa prima esperienza, prenota un weekend e vai sempre più lontano in zone di Italia e del Mondo che sogni di vedere.

Decidere di esplorare i confini della propria comfort zone è innanzitutto un atto di coraggio verso sé stessi.

 

 

2) Viaggio e comfort zone: scoprire le proprie potenzialità 

 

Esplorare fa emergere in noi quelle potenzialità ancora silenti nella vita quotidiana, quelle risorse che ci teniamo dentro e che si manifestano solo nell’occasione giusta.

Se nella routine ci siamo abituati ad impegnare solo lo sforzo e le energie necessarie per raggiungere la fine della giornata, quando siamo in viaggio siamo costretti ad impegnarci di più, scoprendo che il nostro vigore non si esaurisce così velocemente.

Ad esempio, ho scoperto di poter attraversare a mani nude e ricoperta di fango l’Avakas Gorge a Cipro (ne parlo in questo post), io, che sono una tipica milanese imbruttita.

Non avrei mai neanche pensato di potermi sentire a mio agio a cena con degli sconosciuti nel mezzo del nulla delle risaie cinesi, o di riuscire a dormire al suono delle onde dell’oceano al posto del classico brusio di città.

Ho anche scoperto di poter trasformare il mio trolley da 23 kg in uno zaino da portare in spalla che pesa la metà e girare il Myanmar con leggiadria, e di poter viaggiare con un essenziale bagaglio a mano come mi è successo in Marocco e in Andalusia.

Viaggiare ci insegna che siamo più flessibili e sfaccettati, sia in pratica che mentalmente.

Scopriamo nuove angolature, con cui vedere il Mondo e noi stessi, e questo ci accompagna a modificare le nostre abitudini, a rendere più colorate quelle nostre abilità che pensavamo fossero di un irremovibile tinta unita.

 

Esplorando Avakas Gorge, Cipro

 

 

3) Viaggiare è fiducia nel saper vivere intensamente

 

 Scoprire più lati di sé permette di sentirsi più sicuri, di maturare la consapevolezza che possiamo adattarci ai cambiamenti e che possiamo affrontare le situazioni difficili.

Viaggiare ci permette di stimolare il nostro pensiero portandolo a comporre nuovi legami, a raggiungere nuove soluzioni, a trovare nuove risposte, facendoci sentire artefici delle nostre scelte.

Vivere è viaggiare, viaggiare è vivere le emozioni intensamente.

Organizzare il primo viaggio lontano da casa mi aveva fatto provare una tensione, mista tra adrenalina e ansia pre-partenza. Ero partita per Bali – di cui ti ho raccontato parlando di aspettative in viaggio.

Ricordo di aver fatto un sacco di errori di organizzazione, di aver incontrato imprevisti lungo il cammino che non avevo minimamente considerato, mi sono arrabbiata, intristita, provato disgusto, poi felicità, gratitudine e una profonda meraviglia, per poi tornare al mio nido di casa e realizzare che “ce l’avevo fatta”.

E da lì, non mi sono più fermata, apportando ad ogni viaggio qualche aggiustamento – vedi il peso del bagaglio di cui ti ho raccontato prima.

Così vale anche per te.

 

Alba a Bagan Myanmar ex Birmania

Luce

 

Il viaggio ci sostiene in quel percorso personale in cui scopriamo di essere più audaci, sicuri, abili anche nella nostra vita, facendoci così avvicinare ai nostri reali bisogni e realizzare i nostri desideri, smussando ciò che nel quotidiano ci tappa le ali.

 

 

Viaggia. Tornerai a casa diverso e la tua zona di comfort si allargherà al Mondo.

 

Te lo prometto.

 

 

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