Itinerario Indonesia: 22 giorni tra Molucche, Bromo e Bali lontana dalle folle
Ci sono Paesi che si visitano e Paesi che si imparano poco alla volta sempre con nuovi e sorprendenti itinerari, proprio come l’Indonesia, che ho scelto di visitare per la seconda volta. Quando abbiamo iniziato a costruire questo itinerario Indonesia, il desiderio era semplice: raggiungere luoghi poco frequentati, riscoprire in punta di piedi luoghi conosciuti, dedicare tempo alle isole che raramente compaiono negli itinerari classici e lasciare spazio a ciò che sarebbe accaduto lungo il cammino.
Con oltre 17.000 isole distribuite lungo l’equatore (e tre diversi fusi orario), questo immenso arcipelago custodisce una tale varietà di paesaggi, culture, lingue, religioni e tradizioni da rendere impossibile racchiuderlo in un unico viaggio. Ogni isola sembra raccontare una storia diversa, ogni spostamento apre una prospettiva nuova, ogni incontro modifica leggermente l’idea che si aveva del Paese prima della partenza.
Le Molucche orientali, Banda Neira, Ambon, il Bromo e una Bali più appartata sono diventati i capitoli di un viaggio che ha richiesto pazienza, capacità di adattamento, una buona dose di pianificazione e la disponibilità ad accogliere l’imprevisto come parte dell’esperienza (ndr. da cui nasce il mio libro).
Perché in Indonesia gli orari possono cambiare, il mare può decidere diversamente dai programmi e il meteo può riscrivere una giornata intera. Ed è proprio in questo equilibrio tra organizzazione e flessibilità che si scopre uno degli aspetti più affascinanti del Paese.
Benvenuti in Indonesia

Panorama del Parco Nazionale Bromo Tengger Semeru
Indice dei contenuti
Informazioni pratiche prima di partire
Volo e documenti d’ingresso
Dall’Italia servono generalmente tra le 15 e le 20 ore di viaggio, a seconda degli scali.
Noi abbiamo volato con Saudi Airlines facendo scalo a Jeddah prima di raggiungere Giacarta.
Per entrare in Indonesia sono necessari:
- passaporto con almeno sei mesi di validità residua;
- visto turistico Visa on Arrival (VOA) di 500.000 IDR, valido 30 giorni;
- biglietto aereo di uscita dal Paese;
- compilazione del SATUSEHAT Health Pass prima dell’arrivo;
- pagamento della tassa turistica Love Bali di 150.000 IDR in caso di ingresso a Bali.
Fuso orario
L’Indonesia utilizza tre differenti fusi orari.
Giava e Sumatra si trovano a +5 ore rispetto all’Italia durante l’ora legale, Bali a +6 ore, mentre le Molucche e gran parte dell’Indonesia orientale arrivano a +7 ore.
Moneta
La valuta è la Rupia Indonesiana (IDR).
Il cambio varia nel tempo, ma indicativamente un euro corrisponde a circa 18.000-19.000 rupie.
Le carte vengono accettate nelle località più turistiche, mentre nelle isole remote è consigliabile avere sempre contanti sufficienti.
Comunicazione, internet e sicurezza
In Indonesia la lingua ufficiale è l’indonesiano (Bahasa Indonesia), ma il più usato è il giavanese; l’inglese è diffuso soprattutto nell’ambiente turistico.
Per muoverti con più sicurezza e strumenti, il mio consiglio è avere una buona connessione dati, strumento essenziale per orientarsi, prenotare trasporti, utilizzare mappe e traduttori.
È possibile acquistare una eSIM (io ho usato Holafly che posso consigliarti) prima della partenza oppure una SIM locale direttamente negli aeroporti principali a costi contenuti.
Ricorda di segnalare il tuo viaggio alla Farnesina e di fare sempre un’assicurazione sanitaria (io ti segnalo Chapka), in questo post trovi tutti i passaggi per viaggiare sicuri e con consapevolezza.
Vaccinazioni
Al momento della nostra partenza non erano previste vaccinazioni obbligatorie per i viaggiatori provenienti dall’Italia. Rimane comunque consigliabile consultare il proprio medico o un centro di medicina dei viaggi prima della partenza.

L’arrivo dei pescatori alle Isole Kei, Indonesia
Gli indonesiani: una moltitudine di etnie
Una delle immagini che porterò con me da questo viaggio riguarda le persone.
Dalle Molucche a Bali abbiamo incontrato una disponibilità genuina, una curiosità sincera verso i visitatori e una straordinaria capacità di trovare soluzioni anche nelle situazioni più complicate.
L’Indonesia ospita centinaia di gruppi etnici differenti, ciascuno con tradizioni, costumi e identità proprie. Informarsi sulla cultura locale prima dell’arrivo permette di comprendere meglio i comportamenti quotidiani, partecipare con rispetto alla vita delle comunità e cogliere sfumature che rischierebbero altrimenti di passare inosservate.
Cosa mangiare in Indonesia
La cucina indonesiana varia enormemente da un’isola all’altra.
Tra i piatti più diffusi vale la pena assaggiare il nasi goreng, riso saltato con verdure e spezie, il mie goreng preparato con noodles, il satay di carne servito con salsa di arachidi, il gado-gado a base di verdure e il rendang, considerato uno dei piatti simbolo dell’arcipelago.
Nelle Molucche il pesce occupa naturalmente un posto centrale e viene spesso servito appena pescato.
Come muoversi in Indonesia
Organizzare gli spostamenti è probabilmente la parte più impegnativa dell’intero viaggio.
Guardando una mappa si potrebbe pensare che le distanze siano contenute. Nella realtà, mare, condizioni meteorologiche, coincidenze aeree e frequenza dei collegamenti trasformano ogni trasferimento in un piccolo esercizio di logistica.
Per costruire il nostro itinerario Indonesia abbiamo usato aerei e traghetti. Abbiamo utilizzato Flight Connections per studiare le rotte disponibili e le piattaforme Traveloka e AirAsia Move per confrontare compagnie e orari. Il traghetto per Banda Neira è stato acquistato attraverso il nostro hotel, essendo variabili giorni di partenza e la tipologia di biglietto.
Nelle città principali Grab rappresenta una soluzione comoda ed economica per taxi e moto-taxi.
Nelle aree più remote, invece, gli spostamenti vengono spesso organizzati direttamente dagli alloggi o dalle guide locali.
Per chi desidera noleggiare uno scooter è indispensabile la patente internazionale. La guida avviene sulla sinistra e il traffico segue dinamiche molto diverse rispetto a quelle europee, soprattutto nei centri urbani più grandi.

Market a Ambon, Molucche orientali

Un pranzo vista risaie a Bali, Itinerario Indonesia
Un Paese che vale la pena conoscere (e un po’ di storia)
Una breve panoramica storica
L’Indonesia è il quarto Paese più popoloso del mondo e uno degli Stati culturalmente più complessi del pianeta. Con oltre 17.000 isole e centinaia di gruppi etnici, rappresenta un mosaico umano modellato nei secoli dall’incontro tra popoli, commerci, religioni e migrazioni.
Per lungo tempo l’arcipelago occupò una posizione strategica lungo le rotte commerciali tra Asia, Medio Oriente ed Europa, influenzando profondamente cultura, cucina e tradizioni locali. Dall’India arrivarono induismo e buddhismo, mentre dal XIII secolo l’Islam si diffuse grazie a mercanti e navigatori, diventando progressivamente la religione maggioritaria.
Nel Cinquecento gli europei raggiunsero queste isole attratti da una ricchezza che avrebbe cambiato la storia del mondo: le spezie. Chiodi di garofano, noce moscata e macis provenivano soprattutto dalle Molucche, che visiterai in questo itinerario. Dopo i portoghesi furono gli olandesi a consolidare il proprio dominio, mantenendo il controllo dell’arcipelago per oltre tre secoli.
Dall’indipendenza all’Indonesia contemporanea
La Seconda guerra mondiale e l’occupazione giapponese aprirono la strada all’indipendenza, proclamata il 17 agosto 1945 da Sukarno. Per mantenere unita una nazione vasta e profondamente diversa venne adottata la Pancasila, ancora oggi alla base dell’identità nazionale.
Dopo decenni segnati da tensioni politiche, repressioni e dal lungo regime autoritario di Suharto, dal 1998 l’Indonesia ha intrapreso un percorso democratico che continua ancora oggi. Il Paese è diventato una delle economie più dinamiche del Sud-Est asiatico, pur confrontandosi con importanti sfide sociali, ambientali e politiche, che hanno, però, fatto emergere anche una grave mal gestione politica sfociata con le manifestazioni proprio nell’agosto 2025 (quando eravamo lì noi).
Durante il nostro viaggio abbiamo percepito questa complessità in molti modi: nei racconti degli abitanti delle Molucche, nella storia delle spezie di Banda Neira, nella convivenza quotidiana tra moschee, chiese e templi, e persino osservando da lontano alcune manifestazioni che in quei giorni animavano diverse città dell’arcipelago.
Conoscere alcuni frammenti di questa storia aiuta a comprendere meglio ciò che si incontra lungo il viaggio. Dietro ogni porto, ogni villaggio e ogni isola si intrecciano infatti secoli di incontri, scambi, conflitti e trasformazioni che continuano a plasmare l’Indonesia di oggi.

Riviste a Ambon che riportano le manifestazioni politiche nel paese, Itinerario Indonesia
Il nostro itinerario Indonesia in 23 giorni
Un libro da mettere in valigia
Prima di partire ti consiglio la lettura di Indonesia ecc. – Viaggio nella nazione improbabile di Elizabeth Pisani. È un libro che racconta l’Indonesia con intelligenza, ironia e grande capacità di osservazione, accompagnando il lettore tra le molte anime di un Paese immenso e sorprendentemente complesso. Durante il viaggio mi sono ritrovata più volte a ripensare alle sue pagine, soprattutto nei luoghi meno conosciuti dell’arcipelago, dove storia, religioni, tradizioni e cambiamenti contemporanei si intrecciano continuamente. Una lettura che aiuta a partire con maggiore consapevolezza e con uno sguardo più curioso verso ciò che si incontrerà lungo la strada.
Giorni 1-3 | Verso le Molucche orientali
Partenza dall’Italia, arrivo a Giacarta e successivi voli domestici verso Ambon e le Isole Kei.
Già durante questi primi giorni appare evidente una caratteristica dell’Indonesia: raggiungere luoghi remoti richiede tempo, pazienza e una certa disponibilità a modificare i programmi.
Giorni 4-8 | Isole Kei
Spiagge di sabbia bianchissima, villaggi affacciati sul mare, ritmi lenti e pochissimi visitatori internazionali.
Le Isole Kei rappresentano una delle esperienze più autentiche dell’intero viaggio e meritano un racconto dedicato (qui il post blog dedicato)

Un tramonto indimenticabile alle isole Kei in Indonesia
Giorno 9 | Rientro ad Ambon
Una giornata dedicata al trasferimento e alla scoperta della capitale delle Molucche.
Giorni 10-13 | Banda Neira
Sei ore di traghetto conducono verso una delle destinazioni più affascinanti dell’Indonesia.
Per secoli Banda Neira è stata il centro mondiale del commercio della noce moscata e ancora oggi conserva un patrimonio storico sorprendente (qui il post blog dedicato).

L’isola tropicale più remota, autentica e storica, Banda Neira, Itinerario Indonesia
Giorni 14 | Ambon e giorno cuscinetto
In Indonesia il meteo decide spesso il ritmo dei collegamenti.
Avere almeno una giornata libera tra traghetti e voli riduce notevolmente il rischio di perdere coincidenze.
Giorni 15-16 | Monte Bromo
Dalle isole tropicali ai paesaggi vulcanici di Giava.
L’alba sul Bromo rappresenta una delle immagini più suggestive del Paese e una delle esperienze naturali più emozionanti dell’intero viaggio (qui il post blog dedicato).

Che emozionante adrenalina
Giorni 17-21 | Bali del nord
Una Bali diversa da quella che compare più frequentemente sui social.
Cascate nascoste, risaie, villaggi di montagna, templi poco frequentati e giornate scandite dalla pioggia tropicale hanno mostrato un volto dell’isola che molti visitatori finiscono per ignorare (qui il post blog dedicato).

Pura Ulun Danu Tamblingan, Bali nord

Cascata Nung Nung, Bali oltre le folle
Giorno 22 | Il ritorno agognato
E poi arriva l’ultimo imprevisto, quella prepotente inondazione nella stagione secca che ha bloccato l’isola per due giorni.
Quell’imprevisto che ci ha fatto perdere il volo internazionale e che ha aggiunto un capitolo inatteso al viaggio. Perché in Indonesia ogni fase del viaggio può trasformarsi in un’avventura (qui il post blog dedicato).
Arrivederci Indonesia
Ciao Indonesia
Ci hai portati lontano, tra isole silenziose, strade irregolari, cieli che cambiavano all’improvviso e villaggi sospesi. Ci siamo sentiti viaggiatori autentici, spinti dal desiderio di scoprire ciò che si nasconde dietro curve inattese e rotte appena tracciate, tra silenzi profondi e paesaggi che sembravano respirare insieme a noi.
Ogni passo è stato un incontro: con emozioni potenti, con l’imprevisto, con quella parte di vita che non si lascia addomesticare. Tutto ci ha insegnato che il viaggio non è mai solo meta, ma dialogo continuo tra noi e l’inatteso.
Così abbiamo imparato a fluire, a danzare con ciò che un luogo o una rotta avevano da offrirci ogni giorno, e in questo abbandono, abbiamo respirato il più puro senso di libertà.
L’imprevisto non interrompe il cammino: lo rende vivo.

Immagina il tramonto dietro di noi, “Sunset beach” Seminyak, Bali




Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!