Cinque soluzioni per dar sfogo al tuo spirito anti-natalizio viaggiando (1/5): festeggiare in ritardo

20 Dicembre 2018

 

Festeggiare il Natale in ritardo


Se un po’ al Natale ci tieni, ma non ti senti pronto a festeggiarlo proprio adesso, potresti pensare di recarti laddove gli addobbi e le cene vengono imbastite più tardi, come nei paesi il cui culto ortodosso determina una nuova data per la Natività secondo il calendario gregoriano, il 7 gennaio.

 


Un esempio è la Chiesa copta. Eredi di questo orientamento sono le nazioni africane del nord, Egitto in primo luogo. La tradizione vuole che tu debba digiunare per 43 giorni, o meglio, che tu mangi vegano per 43 giorni. E’ chiamato “il Sacro digiuno della Natività” e dura, appunto, fino al 6 gennaio. Poi a Natale – il 7 gennaio – “puoi” festeggiare ingurgitando tutte le prelibatezza cui hai rinunciato fino a quel momento – con immancabile “rischio natalizio” di un’indigestione.

 


Il culto ortodosso oggi è diffuso in tutto il Mondo e per lo più tollerato. Lo troverai in nazioni come Eritrea, Etiopia, Russia, Serbia o Iran, quindi a te la scelta dove festeggiare il Natale in ritardo.

 

 

 

 

Nota finale: Ovviamente in questa sede tutto è descritto con una vena ironica che non vuole essere denigratoria ma solo uno spunto su cui riflettere. Intenzionalmente, quindi, sono state tralasciate le gravi problematiche che affliggono molti dei paesi citati riguardanti il culto religioso, le minoranze etniche o le divergenze politiche. Quindi, per non apparire troppo sprovveduta, ti invito a consultare sempre, indipendentemente dove tu voglia andare nel Mondo, il sito della Farnesina “Viaggiare Sicuri”.

 

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