Valladolid, tra colore coloniale e cenotes precolombiani

28 Mar 2019

Sta finendo il film sullo schermo, la musica dei titoli di coda si affievolisce, il nostro autobus si sta avvicinando alla fermata finale.

Fino a quel momento, lungo la strada c’è stata solo giungla, una verde, fitta, distesa di piante che prepotente si affaccia sulla strada. Un muro smeraldo chiuso a proteggere il proprio io più profondo, un microcosmo complesso e nascosto affinché nessuno ne violi la natura.

Fino a quel momento avevo visto il Messico delle cartoline, tutto mare, palme e tequila.

Arrivati alle porte di Valladolid, la natura lascia spazio ad un altro Messico, il Messico dei miei sogni, fatto di colore puro e intenso, il Messico coloniale.

Piedi a terra e nell’aria profumo di carne alla brace e di polvere.

 

 

 

Valladolid è un piccolo gioiellino colorato, fatto di calle (strade) numerate che si incrociano, denominate in base ai punti cardinali, un susseguirsi per me, da sempre incapace ad orientarmi, difficile da seguire (tenete sempre a portata una bussola).

Perdersi per le calle “norte” o “este” non è stato però così noioso. Le case basse hanno le mura color pastello, dal mattone più caldo al blu cielo, passando per un giallo intenso come oro.

Le finiture bianche degli spigoli, delle finestre, dei tetti, ne definiscono i lineamenti. Alcune case sono quadrate, altre hanno le facciate ondulate, altre ancora sono a più piani.

Un tetris.

 

 

 

Non solo lo sfondo cambia colore, anche le persone cambiano di fisionomia e di abitudini rispetto alla parte di Messico che si affaccia sul mare dei Caraibi . La pelle delle persone è più scura, il collo più corto e anche l’altezza pare ridursi. Le donne sono vestite con abiti tradizionali, decorati a mano, colorati. Gli uomini con cappello in testa, camicia o canotta, sguardo intenso.

 

 

 

 

Rispetto alle tappe precedenti sul mare, a Valladolid mi colpisce come una piccola piazza riesca a racchiudere una miriade di tipologie di persone: il mendicante alle porte della chiesa di San Gervasio, la sarta nella corte interna del Palacio Municipal, il cocchiere che fa il giro del Parco Francisco Canton Rosado, l’ausiliario del traffico all’incrocio che cerca di smistare auto d’epoca, carretti, carrozze e macchine con neon sotto il paraurti.

 

 

 

 

 

Camminando sulla calle 39 dalla piazza principale fino all’incrocio con calle 36, arriviamo al Cenote Zaci. In parte incastonato all’interno di una grotta alta più di quaranta metri, uno specchio di acqua profonda si apre al cielo. E’ suggestivo nuotare in uno dei pozzi più importanti dell’era precolombiana, sovrastati da roccia e foresta, con l’acqua limpida che ti mostra anche i pesci gatto che nuotano intorno a te – il che comporta uscire da lì e tuffarsi nella doccia dell’hotel.

 

 

 

 

L’ultima sera, una cena tipicamente messicana sotto i portici del centro storico, affianco alla cattedrale, sorseggiando cerveza e osservando la strada, come piace a me.

 

Malinconica e bellissima, Valladolid.

 

 

Travel Psych Tips: informazioni pratiche e consigli

Spostamenti

Valladolid si trova nel cuore dello Yucatan, raggiungibile in circa un’ora e mezza di pullman ADO da Tulum con circa 140 pesos (6 euro).

La posizione strategica è perfetta per raggiungere il sito archeologico di Chichen Itza.

 

Dormire

Siamo stati tre notti presso La Aurora Hotel Colonial, un ambiente tradizionale e incantevole, con piscina nel cortile interno.

 

Mangiare

Una cena a La Cantina Restaurante y Bar, prezzi moderati, servizio gentile e piatti messicani sia per carnivori sia per vegetariani (da provare la “Crema verde Maya”), davvero ottimi.

Se hai voglia di sapori un po’ più familiari, ti rimando a Casa Italia, un ristorante italiano squisitamente arredato e con buona cucina casereccia.

 

Consigli personali

Come ormai avrai capito, le guide turistiche non fanno per me. Valladolid è una piccola città coloniale tutta da scoprire perdendosi a piedi per le calle. Ciò che ho capito, è che Valladolid non è solo un luogo strategico da sfruttare per esplorare le zone circostanti, ma è una tappa che merita un paio di giorni solo per lei.

L’unica volta che ho guardato la mappa, è stato per cercare il Cenote Zaci, da vedere per la sua leggendaria fama e a cui si accede spendendo 50 pesos (2,14 euro).

 

Un ringraziamento speciale a Gabriele, mio compagno di vita e di avventura, che con amorevole pazienza mi ha ripreso e fotografato in questo meraviglioso viaggio.

E grazie a E-Dreamsworldwonders che mi ha permesso di realizzarlo.

 

 

 

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