Cinque soluzioni per dar sfogo al tuo spirito anti-natalizio viaggiando (3/5): di Natale non ne voglio sentir parlare

22 Dicembre 2018

Quest’anno il mio Natale non sarà colmo del festoso clima di coesione, amore e solidarietà, e so di non essere l’unica persona in questa situazione.

Non entrerò nel dettaglio del cosiddetto “Christmas blues” che tratteremo a tempo debito, ma piuttosto vorrei proporre alcuni consigli su come sfuggirvi viaggiando.

Una delle migliori armi terapeutiche è l’ironia, abbinata con un po’ di positività.

Una prima soluzione è festeggiare in ritardo recandoti nei paesi dove Natale è il 7 gennaio.

Una seconda opzione è di recarti in paesi dove la cultura onora l’immaterialità e la serenità incondizionata, se la bontà natalizia ti irrita ma ti senti buono dentro.

Se però il Grinch che è in te proprio non vuole sentire ragioni, beh, urge un cambio di rotta netto. Ecco il mio terzo suggerimento.

 

 

Potresti, ad esempio, recarti in alcuni paradisi esotici dove il bikini e le effusioni in pubblico sarebbero vietate, ma dove puoi ugualmente scrollarti di dosso lo stress natalizio senza troppi pensieri. Parlo dei paesi musulmani come Maldive, Malesia e Borneo, un tripudio di vegetazione tropicale e animali rari che non potrebbero mai e poi mai essere associati al Natale.
Se invece preferisci mare cristallino e deserto, un’opzione elegante e degna di nota è l’Oman.

 


Più vicino ma ugualmente allettante, il Marocco. Se è vero che lì in molte zone la tolleranza verso le festività cristiane è garantita, è altrettanto vero che in nessun modo ti sentirai obbligato a partecipare e potrai rinchiuderti in un affascinante riad e perderti nelle medine.

 

 


Una parentesi la richiedono gli Emirati Arabi Uniti, quali Abu Dhabi o Dubai, terre musulmane occidentalizzate dove il lusso sfrenato è la scusa per variare le decorazioni luminose presenti tutto l’anno in termini natalizi e, pur essendo nel deserto, avresti la possibilità di sciare qualora ti mancassero le alpi.

 

 

Per un Natale tropicale ed esotico, dove il cappellino rosso e bianco è abbandonato sulla sdraio per una noce di cocco.

 

 

Nota finale: Ovviamente in questa sede tutto è descritto con una vena ironica che non vuole essere denigratoria ma solo uno spunto su cui riflettere. Intenzionalmente, quindi, sono state tralasciate le gravi problematiche che affliggono molti dei paesi citati riguardanti il culto religioso, le minoranze etniche o le divergenze politiche. Quindi, per non apparire troppo sprovveduta, ti invito a consultare sempre, indipendentemente dove tu voglia andare nel Mondo, il sito della Farnesina “Viaggiare Sicuri”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Comment

Instagram