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Cobà: le rovine maya sospese nel tempo

13 Febbraio 2019

Inviolato.

E’ la prima parola che mi è venuta in mente pensando al panorama di Cobà.

Per amanti dell’esplorazione e novelli Indiana Jones (o Lara Croft).

 

 

La foresta è fitta di alberi dal tronco intrecciato le cui fronde si librano verso il cielo. Ronzio di insetti, versi di uccelli, il rumore delle foglie mosse dal vento. L’aria è umida e fa caldo, la camminata è lunga, il sito è grande, ma la fitta trama di stradine che attraversano la foresta su cui camminiamo è emozionante.

I sentieri sterrati ci accompagnano alla ricerca e alla scoperta di alcune delle strutture maya più antiche e meno conosciute al mondo, scoperte “recentemente” (1920) da impavidi esploratori che si immersero nella compatta vegetazione che racchiudeva con protettiva gelosia antichi templi e piramidi.

 

Noi come loro. Oggi come nel 1920.

 

Ma con la mappa. E dei tizi in bicicletta che si offrivano di portarti in giro sui loro “taxi” a pedali.

 

 

Si cammina in punta di piedi nella boscaglia, alla ricerca di antichi ritrovamenti ancora non completamente riportati alla luce. Cobà è come sospesa nel tempo e questo rende ancora più autentica ed intensa la sensazione di immersione in questo sito ancora così poco battuto dal turismo di massa.

 

 

L’adrenalina raggiunge il suo culmine quando ti trovi, naso all’insù, innanzi alla sua piramide più famosa, Nohoch Mul, 42 metri tutti da scalare – con prudenza – per raggiungere la vetta e goderne il panorama.

Un colosso imponente che ti si presenta davanti all’improvviso tra gli alberi.

 

 

Dall’alto, una veduta al di là di ogni confine, un metro oltre l’orizzonte, la foresta ai tuoi piedi, ed il cielo tra le tue dita. Sembra di volare, galleggiare tra le nuvole.

Un ricordo indelebile, tra i più vividi, inorgogliti dell’essere riusciti a scalare quei 42 metri di scivolosissimi gradoni verticali senza scivolare e accartocciarsi rotolando all’ingiù senza un freno, senza una qualsivoglia misura di sicurezza.

 

 

 

Felici torniamo verso l’uscita, ma abbiamo ancora tempo per mangiare qualcosa prima di tornare a casa.

Il ristorante turistico che si affaccia sul lago non è di nostro interesse e ci dirigiamo verso un garage, proprio di fronte alla fermata ADO (società di autobus locale), dove sono in vendita alcuni manufatti.

Lì un tenue e sorpreso sorriso ci accoglie. Una piastra calda, dei tavoli con tovagliette in plastica e tanti profumi di alimenti pronti per essere cucinati.  

E restiamo lì in attesa del pullman, mangiando semplici e caserecce quesadillas di verdure e di carne, tra le più buone mangiate, circondati da cani sonnacchiosi e polvere messicana.

 

 

 

 

Travel Psych Tips: prezzi, spostamenti e consigli

Costo

L’ingresso al sito archeologico è di 70 MXN (circa 3 € e 20 cent)

 

Muoversi

Da Tulum pueblos, un comodo pullman ADO conduce all’ingresso del sito archeologico in circa un’ora, al prezzo di 50 MXN (2 € e 30 cent)

 

Consigli

Il sito di Cobà è molto grande quindi ti consiglio di non uscire dai sentieri battuti facendoti prendere troppo dalla tua vena esploratrice. Se fa troppo caldo, inoltre, ti consiglio di noleggiare una bicicletta o un risciò per farti accompagnare.

Ho trovato Cobà semplicemente meravigliosa, indicata per appassionati di natura e di storia, ma l’esperienza più indimenticabile è stata per me la scalata della piramide. Non è così semplice, nè privo di rischi, specialmente se soffrite di vertigini, non salite, e scendete camminando all’indietro con calma, mantenendo la piramide di fronte a voi, un gradino alla volta (lo specifico perchè ho incontrato una ragazza alla quale è venuto un attacco di panico nella discesa e che ho aiutato a tornare a terra in sicurezza).

 

 

Un ringraziamento speciale a Gabriele, mio compagno di vita e di avventura, che con amorevole pazienza mi ha ripreso e fotografato in questo meraviglioso viaggio.

E grazie a E-Dreamsworldwonders che mi ha permesso di realizzarlo.

 

 

 

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