Viaggiare in gruppo: ecco cosa serve sapere

9 Febbraio 2021
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“Ci siamo tutti?”

 

Urla la nostra guida.
Quel viaggio a Malta è stato il primo in cui mi sono unita, assieme ad un’amica, a perfetti sconosciuti. Ricordo gli aperitivi in barca al tramonto, le mattine in cui ci svegliavamo di corsa per catapultarci sul pulmino e la rincorsa allo scoglio più alto per saltare nelle acque blu di Gozo – no, io guardavo paurosamente.
In modo naturale, ho stretto nuove amicizie condividendo squillanti e genuine risate che hanno consolidato quei panorami, quelle passeggiate e quei tuffi in mare in un sereno ricordo.

L’esperienza del viaggiare in gruppo mi ha dimostrato che non è sufficiente essere un buon compagno di viaggio per avere la garanzia che quel viaggio diventi felicemente memorabile.

Condividere un viaggio con altre persone significa mettersi in gioco lasciandosi coinvolgere da nuove interazioni e influenze reciproche, con curiosità, rispetto, flessibilità, educazione e apertura mentale.

In questo post ti spiego cosa ti serve sapere per viaggiare in gruppo e rendere quel viaggio un’esperienza gratificante.

 

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Gruppo a Lisbona, Portogallo



Cosa significa stare in un gruppo?


Se ci pensiamo, la nostra natura di esseri umani è sociale.

Siamo abituati a stare in gruppo, dalla famiglia agli amici, dai compagni di classe ai colleghi di lavoro. Attraverso la relazione con l’altro, cerchiamo di soddisfare i nostri bisogni di affetto, sicurezza e accettazione.

Eppure, “ci sentiamo appartenenti” ad un gruppo solo in determinate condizioni.

Il senso di appartenenza è dato dalla vicinanza fisica e geografica, dalla frequenza delle interazioni, dalla somiglianza e dall’identificazione di una finalità condivisa. Un gruppo, infatti, è tale quando un insieme di individui si influenzano reciprocamente e condividono, più o meno consapevolmente, gli interessi, gli scopi, i valori, le caratteristiche e le norme comportamentali.

Questo significa che anche quando siamo da soli, ad esempio in viaggio, inevitabilmente ci imbatteremo in dinamiche di gruppo interagendo con gli altri, avvicinandoci e costruendo piccole e temporanee alleanze nel corso del cammino.


In fondo, “l’unione fa la forza”


Vero. Il collante di un gruppo è la coesione, quella dinamica forza che si crea condividendo obiettivi e caratteristiche che spinge i singoli a restare uniti.

A differenza di un semplice agglomerato di persone, in un gruppo creiamo il “noi” perché siamo legati da un’identità condivisa, siamo interdipendenti perché collaboriamo per il raggiungimento di un obiettivo, e abbiamo una struttura che ci permette di agire in modo efficace in base ai propri ruoli.

Possediamo un ruolo quando adottiamo un comportamento caratteristico che ci viene attribuito dagli altri, che percepiamo di dover assumere o che è condizionato dalla situazione. In ogni gruppo riconosciamo il leader, la figura carismatica di riferimento, il coordinatore che si occuperà della riuscita dei compiti e il mediatore che si interesserà alla coesione del gruppo.

E la “pecora nera” – sì, hai letto bene – che, divergendo dal pensiero omologato del gruppo, metterà in discussione le idee facendo emergere confronti e portando il gruppo ad evolversi e a cambiare.

Nel gruppo, ognuno di noi, con rispetto verso sé stessi e gli altri, può riconoscere quanto la diversità individuale sia come un mattoncino che, uno sopra l’altro, contribuisce nel costruire una casa intera in cui convivere insieme.
Così in una squadra, così in una comunità, così nel Mondo. E così in un viaggio.

 

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Gruppo a Capoverde

 


Cosa significa viaggiare in gruppo?


Scoprire e vedere il mondo in compagnia può rappresentare un’esperienza di grande condivisione e di crescita che potenzialmente può far ricredere ogni scettico e introverso.

Ecco alcuni consigli per creare e vivere il tuo viaggio di gruppo:


1. Obiettivo comune: scegliere i compagni di viaggio


Prima di metterti in viaggio con qualcuno – anche in coppia, s’intende -, comunicate. Liberatevi di ogni desiderio, ammettete ogni dubbio e fatevi domande per trovare la vostra compatibilità.

Un viaggio gratificante è facilmente realizzabile grazie a dei buoni compagni di viaggio con cui condividere, almeno in parte, gli interessi, gli scopi e lo stile di viaggio.

Se scegli di viaggiare con i tuoi amici, l’ideale è creare un gruppo di piccola dimensione con simile età, in modo da gestire le dinamiche più facilmente e rendere più agevoli gli spostamenti.

Se decidi di unirti ad un gruppo organizzato, il programma di viaggio sarà predefinito, quindi tutti, sia tu sia gli sconosciuti con cui viaggerai, avranno scelto di partire per “quella” meta e con “quel modo” di viaggiare. In questa tipologia di viaggio di gruppo, gli aspetti pratici sono prestabiliti liberandoti da preoccupazioni organizzative e avrai l’occasione di scoprire come degli estranei possano rivelarsi persone più simili a te.

 


2. Creiamo il gruppo: interdipendenza e ruoli


Dopo aver scelto con chi viaggiare, è arrivato il momento di organizzare e realizzare il viaggio.

Riflettete sul tempo a disposizione, sul tipo di itinerario, sulla tipologia di alloggio e sul vostro ideale di vacanza.

Parlate del budget in modo sincero, individuate una cassa in comune e una parte personale. Siate onesti, chiari e aperti alla discussione rispettando le necessità, le richieste e i desideri di ognuno per trovare un compromesso soddisfacente.

Cooperate dividendovi i compiti, sia nella fase di preparazione sia nel corso del viaggio.

Seguite i vostri interessi e competenze in modo da sentirvi tutti partecipi nella realizzazione della vostra avventura. C’è chi si occuperà della prenotazione dell’alloggio, chi del trasporto, chi terrà i conti per la cassa comune, chi si informerà del tragitto e chi delle attività che potrete svolgere una volta arrivati a destinazione. Nel corso del viaggio, contribuite anche nelle faccende quotidiane, soprattutto se condividerete una casa.

In modo naturale, si delineerà un leader – democratico, ovviamente – che avrà le competenze ideali per coordinare il gruppo e per gestire le risorse individuali anche nei momenti più critici, come tensioni, spostamenti e imprevisti.

Se viaggerai in un gruppo organizzato, la maggior parte delle attività e dei ruoli saranno già definiti, ma questo non significa che non dovrai collaborare nel rendere il gruppo piacevole e funzionante (vedi punto 3).


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Un gruppo a Brema

 


3. Viaggiare in gruppo: curiosità, adattamento e rispetto


Se la curiosità dovrebbe essere una caratteristica naturale di ogni persona che sceglie di scoprire il mondo, per viaggiare in compagnia sono indispensabili lo spirito di adattamento, il rispetto dell’altro e l’educazione.

La curiosità è un sentimento che esige la mente aperta. È un sentimento da nutrire con nuove sfide e da cullare con l’entusiasmo della scoperta, annullando lentamente la paura dell’ignoto. Per questo il viaggiatore ha un’indole curiosa verso terre per lui inesplorate.

Viaggiare in gruppo significa non imporre la propria individualità.

Nel pratico, se sei un ritardatario cronico, sforzati nell’essere puntuale. Condividi le risorse, come l’acqua calda o il cibo. Accetta di fare i turni quando sono necessari, come guidare o stare seduto su un pullman. Cerca di conciliare le tensioni tra i componenti, non giudicare, ridicolizzare o isolare un compagno di viaggio in difficoltà, ma offrigli il tuo aiuto.

È normale che un gruppo influenzi e persuada omologando e alterando le percezioni e i comportamenti dei singoli. In un viaggio, però, il gruppo deve essere mosso da entusiasmo, partecipazione e condivisione.



4. Il singolo nel gruppo


Stare in gruppo non significa annullare sé stessi, ma usare le proprie abilità interpersonali per promuovere confronti e cooperare insieme. In un viaggio, però, proprio perché sia arricchente, è importante anche lasciare spazio ai propri desideri e inseguirli.

Il mito da sfatare è che “si debba fare tutto insieme” se viaggiamo in gruppo o in coppia.

Ogni buon programma di viaggio, che sia con i tuoi amici o con un gruppo organizzato, dovrebbe considerare del tempo libero per spezzare il ritmo dell’itinerario, potersi riposare o dedicare a interessi non inseriti nelle attività di gruppo.

Ad esempio, c’è chi vorrà approfittare del tempo libero per aggiungere una tappa da svolgere in giornata e chi invece preferirà tornare a visitare un quartiere che lo ha entusiasmato in precedenza. Alcuni vorranno provare una lezione di cucina, altri una di yoga, chi vorrà vedere un museo o chi oziare sotto il sole. A fine giornata, potrete raccontare le vostre scoperte e condividere le vostre esperienze, stimolando la curiosità di tutti i partecipanti in una sentita conversazione.

Dedicare il tempo libero ai propri interessi aiuta ad arricchire noi, ampliando le nostre risorse, e il gruppo stesso, con nuove idee e ispirazione.



Buon viaggio!

 

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Foto adattata di Helena Lopes

 

 

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