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Una settimana sull’isola di Sal a Capoverde: le 6 esperienze da non perdere

31 Ottobre 2019

 

Un volo in offerta, un bagaglio a mano ed una settimana a disposizione, ed eccomi con Lele a Capoverde, un arcipelago di isole africane a metà strada tra l’Europa e il Sud America, una terra “creata” dai coloni portoghesi mentre si espandevano in giro per il Mondo.

Prima di partire, non sapevamo cosa aspettarci. Nel nostro immaginario, la parola “Capoverde” riecheggia come un paradiso caraibico, lussureggiante, dove stare a mollo in un mare turchese a suon di ritmi travolgenti. Leggendo le esigue e contraddittorie recensioni sull’isola di Sal e sfogliando le poche fotografie trovate su internet, quell’immaginario paradiso si è pian piano ridimensionato e trasformato in ciò che realmente l’isola di Sal era: sì, un paradiso, un’isola circondata da un mare turchese in cui stare a mollo tutto il giorno circondati da un’atmosfera allegra e rilassata, ma un’isola desertica dai panorami suggestivi.

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Qui il tempo dura di più, no stress

 

Ci dice il tassista in aeroporto prendendoci in giro per il ritardo del volo e preannunciandoci lo stile di vita che avremmo provato nei giorni successivi.

La verità è che, dopo aver appoggiato i piedi su questa terra desertica, possiamo dire con certezza che questo paradiso ha superato le nostre aspettative. Ed ora ti spiego il perchè in sei esperienze imperdibili da provare sull’isola di Sal.

 

 

1- Assaporare la lentezza e il colore della vita capoverdiana

 

Sono le 7.00 del mattino e sul pontile ci siamo solo io, Lele, i primi pescatori e i cani che si stiracchiano sulla spiaggia e che ti inseguono in cerca di coccole. La calma qui si tocca con mano, accarezza la pelle, è nei movimenti e nelle parole che si scambiano le persone per le strade di Santa Maria. Il tempo passa lentamente, con naturalezza, tra un bagno nel mare turchese, una passeggiata sulla spiaggia bianca, un incontro e una chiacchiera con un negoziante per le strade variopinte di Santa Maria. La giornata si dilata e scorre senza accorgersene, in totale armonia e calma. E quando riesci a rendere i tuoi ritmi abituali in sintonia con quelli dell’isola, aspettare venti minuti per un caffè guardando le onde non sarà più un problema.

No stress.

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Santa Maria, isola di Sal, Capoverde

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

2- Immergersi di pesce e tuffarsi in acqua: il pontile di Santa Maria

 

Odore di pesce appena pescato, le squame si attaccano come un rivestimento alle assi del pontile e sotto le suole delle nostre infradito ormai da buttare. ⁣Canti, risate e grida per segnalare dove portare il pescato. Il pontile di Santa Maria è pieno di gente, un via vai di persone intente a pulire e a trasportare carriole stracolme di pesci colorati e di diverse dimensioni, da cernie a tonni.⁣

Un signore ci descrive orgoglioso come hanno pescato le murene che si stanno seccando al sole mostrandoci gli arpioni. ⁣Un altro vuole una foto di famiglia con la coda di tonno intorno al viso della moglie che ride e lo spinge via. ⁣Una ragazzina ci fa vedere come toglie le squame dalle cernie appena arrivate e prende in giro il fratellino che si spaventa di fronte alle interiora e sgambetta dietro di noi.⁣ E poi, da una bacinella piena di acqua emerge Ruben che ascolta il mare dalle conchiglie e ci chiacchiera come se fosse al telefono.⁣

Arrivi alla fine del pontile, osservi le barche muoversi e fare avanti e indietro sul mare, e poi la tua attenzione è catturata dal conto alla rovescia dei ragazzi che a gara si tuffano in mare, di testa, facendo capriole nell’aria o lanciandosi con una coinvolgente risata.

Qui si ascolta la colonna sonora di Sal, un ritmo a suon di battute sul pesce e un coro di voci, da cui farsi coinvolgere in ogni momento della giornata.

Cuore pulsante.

 

 

Il pontile di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Il pontile di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Il pontile di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

3 – A mollo in un oceano quasi caraibico: le spiagge di Santa Maria e Ponta Preta

 

Una lingua di sabbia fine fine, quella che si appiccica nei pori della pelle, nelle fessure degli zaini e che, per un motivo o per un altro, te la ritrovi in valigia una volta tornato a casa come fosse un ricordo del viaggio. Il mare di Sal è bellissimo.

La spiaggia di Santa Maria ha un mare trasparente e turchese in cui sogni di tuffarti non appena i tuoi occhi lo vedono. Sul lato sinistro del pontile, la spiaggia si anima di mattina tra turisti e lezioni di surf, mentre il pomeriggio, con la bassa marea, i bambini si accalcano sui neri scogli che emergono dall’acqua per vedere e raccogliere i ricci di mare

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Lezione di surf, spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

 

Andando a destra del pontile, si sviluppa un litorale lungo circa due chilometri di sabbia bianca che resta vivace tutto il giorno. Le onde sono più mosse, ma l’acqua resta di un colore che si confonde con il cielo. Dopo una lunga passeggiata, Lele ed io ci fermavamo ogni giorno davanti l’hotel Hilton dove il mare dai colori incantevoli era talmente pulito e trasparente da vedere i pesci vicino a riva e i pescatori pronti con le reti. Si respira un’aria salutare ricca di salsedine, che non tira la pelle, così piacevole da permetterti di rimanere a mollo in acqua per poi uscire e rientrare a piacimento tutto il giorno.

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Pescatori sulla spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Superando Santa Maria, a sud-ovest dell’isola, si incontra la spiaggia di Ponta Preta, una distesa interminabile di sabbia animata dai forti alisei rendendola perfetta per il windsurf, più che per un tuffo. Non potendo nuotare, a Ponta Preta è possibile visitare la mattina il SOS Tartarugas, un’organizzazione che gestisce la stazione per la salvaguardia delle tartarughe marine che depositano le uova.

Onde da sogno.

 

Spiaggia di Ponta Preta, Isola di Sal, Capoverde

 

Sos Tortugas, spiaggia di Ponta Preta, Isola di Sal, Capoverde

 

 

4- Conoscere l’anima di  Sal: gli abitanti non solo umani

 

Camminando per le colorate strade di Santa Maria, io e Lele siamo stati subito coinvolti dalla vitalità e dal ritmo allegro di questa cittadina. Le persone non esitano a salutarti, a farsi conoscere, a raccontarti delle loro vite. Nel post sulle riflessioni di questo viaggio, ho già parlato di Baba, Ruben, Mara, Samba e Picasso, che solo alcune delle persone che ci hanno coinvolto nella loro vita, che ci hanno permesso di condividere con loro del tempo tra una chiacchiera, un sorriso e un braccialetto in regalo. Uomini, donne e bambini, gli abitanti di Sal non smettono di sorridere allegramente, di salutarti con un cordiale “Ciao amico“, di ballare per strada non appena un bar alza la musica o in piazza viene improvvisata una percussione, di rilassarsi all’ombra delle poche palme e al fresco delle botteghe. Le persone non perdono occasione di avvicinarsi a te per  scambiare due chiacchiere, a volte insistenti forse, ma sempre con lo scopo di renderti partecipe della vita dell’isola.

 

Il pontile di santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Il pontile di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Non solo persone. Siamo rimasti colpiti dalla presenza di numerosi cani liberi che passeggiano per le strade e le spiagge di Sal. Anche loro sono abitanti di questa isolaTi inseguono la mattina presto per cercare una carezza, si sdraiano accanto a te in spiaggia solo per riposare tranquilli, giocano tra le onde non appena “gli umani” si allontanano per l’arrivo della cena e si siedono vicino al tuo tavolo per assaporare il profumo di ciò che stai mangiando. I cani sono docili, non invadenti, e ti osservano con occhi languidi tutto il giorno ricordandoti che ci sono anche loro. 

Abitanti anche a quattro zampe.

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

 

5 – Saltellare sul cassone di una jeep per esplorare l’entroterra di Sal

 

Una giornata intera è stata dedicata all’esplorazione dell’isola di Sal la cui estensione è di appena 30 chilometri. La jeep ci è passata a prendere in hotel e da lì, con un gruppo di turisti portoghesi, siamo andati alla scoperta di quel territorio. 

Il panorama di Sal è un continuo mutare in paesaggi aridi, e poi mari agitati, e poi distese di sabbia, e poi sculture di roccia vulcanica, e poi immensi crateri vulcanici, e poi quiete cittadine. Un susseguirsi di scenari suggestivi dove la natura è dirompente, dove l’uomo cerca di insinuarsi a fatica, e noi sempre sbalorditi nell’essere lì e poter guardare.

Come a Murdeira, dove le onde si infrangevano sulla lava solidificata mostrandoci la veemenza della natura. A Burracona, dove siamo rimasti affascinati dal contrasto tra il nero delle rocce e il blu intenso del mare.

 

Murdeira, Isola di Sal, Capoverde

 

Burracona, Isola di Sal, Capoverde

 

Siamo rimasti a contemplare la distesa piatta di terra arida e rossiccia a Terra Boa, luogo di “miraggi” per i capoverdiani, dove la linea pianeggiante all’orizzonte è interrotta solo da un cratere vulcanico dalle pareti scultoree intorno a cui girarci attorno.

 

Terra Boa, Isola di Sal, Capoverde

 

Ma è al cratere di Pedra de Lume dove si resta più a bocca aperta. In questo luogo, i coloni portoghesi crearono un tunnel e una ferrovia che attraversa la roccia per estrarre il sale, chiamato un tempo “l’oro bianco” da esportare in tutto il mondo. Oggi restano le geometriche vasche piene di acqua e minerali, dai colori rosacei e candidi che dall’alto del miradouro all’ingresso sembrano brillare.

 

Pedra de Lume, Isola di Sal, Capoverde

 

Pedra de Lume, Isola di Sal, Capoverde

 

L’adrenalina sale a Baia da Parda dove abbiamo conosciuto da vicino gli abitanti più selvaggi dell’oceano, gli squali, avvicinadoci in acqua con lenti passi mentre i piccoli di questi pesci ci passavano tra le gambe. 

 

In acqua con gli squali, Baia da Parda, Isola di Sal, Capoverde

 

L’essere umano “riappare” nei piccoli e umili paesi di Palmeira, paese portuale con alle spalle – purtroppo – le torri delle fabbriche, ed Espargos, località vicina all’aeroporto, dove ci siamo fermati a mangiare. L’unico punto critico che abbiamo incontrato è stato proprio nei dintorni di queste zone abitate, sedi prevalentemente di industrie, alcune abbandonate e dismesse altre con le ciminiere funzionanti e circondate da spazzatura, rendendo l’aria spesso irrespirabile e il panorama sgraziato. L’isola di Sal è di per sé inospitale per l’uomo da sempre, eppure, tutt’oggi viene forzatamente abitata e sfruttata rendendo le condizioni di vita dei capoverdiani critiche e povere. Ed è soprattutto qui che si mostra l’autentica Sal.

La natura primordiale è sovrana.

 

Palmeira, Isola di Sal, Capoverde

 

Palmeira, Isola di Sal, Capoverde

 

Palmeira, Isola di Sal, Capoverde

 

 

6 – Dall’aragosta al cheeseburger: un’esplosione di gusti

 

L’influenza europea e l’importazione degli alimenti, comporta la presenza di locali più ricercati e di cucina internazionale, rendendo difficile mangiare a Sal in modo prettamente economico ma permettendo una vastità di scelta che non ti saresti mai aspettato. Ogni giorno un pasto dal giusto diverso e così, Lele ed io abbiamo iniziato a solleticare le nostre papille gustative girando per i locali di Santa Maria:

  • Cibo capoverdiano: un’atmosfera semplice e autentica, con tovagliette in plastica e camerieri che passano tra i tavoli a suon di samba. Abbondanti piatti di carne e pesce dal profumo capoverdiano, accompagnati da scodelle di riso e crocchette di baccalà. Così al Sarabudjia, locale fuori dalla via pedonale e all’estremo di Rua 15 de Agosto. Durante il tour dell’isola di Sal, abbiamo provato anche il ristorante 10 Pedrinhas a Espargos che offre ottimo cibo locale a base prevalentemente di pesce.

 

10 Pedrinhas, Espargos, Isola di Sal, Capoverde

 

  • Pasti internazionali e aragosta: la maggior parte dei locali offre  una grande varietà di cibo, da pietanze locali a quelle internazionali – soprattutto italiana e portoghese -, dal riso che accompagna il pesce, alle patatine che accompagnano un hamburger, da pasta fresca a pizza. Il pesce è sempre freschissimo e ottimo, direttamente portato dal pontile come al Barracuda, l’aragosta è deliziosa come al Palm Beach in cui è possibile stare con i piedi direttamente nella sabbia rendendo l’atmosfera estremamente piacevole e rilassata. Dietro la spiaggia, vivaci locali di ogni genere si affacciano sulla strada pedonale Rua 1 de Juhno, susseguendosi tra una bancarella e l’altra, come il Genuine Cabo Verde, il Meky’s e il Giramondo, sempre rigorosamente pieni di gente. 

 

Aragosta al Palm Beach, Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

  • Colazione abbondante: una brioche e un buon caffè si possono trovare ovunque, ma una buona – ed economica – varietà di combinazioni, europee e capoverdiane, l’abbiamo sperimentata al Cafe del Mar, dove ogni mattina abbiamo alternato dolce e salato accompagnato da un delizioso succo e da un intenso caffè, mantenendo il mare davanti agli occhi. A Capoverde il caffè è ottimo, prodotto sull’isola di Fogo e mischiato ad una miscela brasiliana, considerato oggi uno dei caffè più buoni al Mondo. Abbondante, genuina e vegetariana è stata anche la colazione al Cape Fruit, locale alla moda che ci ha teletrasportato in un’atmosfera quasi balinese rimanendo in Africa.

 

Colazione al Cape Fruit, Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

 

Sal è l’isola che non ti aspetti

 

Sal è l’isola che non ti aspetti e che supera le tue aspettative solo una volta che ci appoggi i piedi e che accogli la realtà così com’è. E’ riduttivo parlare di Sal per il suo turismo europeo emergente, è superficiale parlare di quest’isola come un’arida distesa di terra. Sal è molto di più.

Sal è un’isola arida e inospitale, circondata da un mare turchese accecante, tenuta viva dal ritmo lento scandito dalle calde risate e voci dei suoi abitanti, e sono proprio questi suoi lati a renderla suggestiva, avvolgente e calorosa. E un volta che sei tornato a casa, ciò che ti resta nel cuore è solo morabeza.

 

 

Travel Psych Tips: dove dormire, come raggiungere Sal, quando andare, quanto spendo

 

Dormire

Abbiamo alloggiato presso il Gest Plain Apartments, posizionato in modo strategico per vivere la vivacità di Santa Maria senza esserne sommersi e direttamente su una delle spiagge balneabili più piacevoli.

 

Come raggiungere Sal e quando andare

Siamo arrivati a Sal con un volo diretto da Milano con solo bagaglio a mano della compagnia Cabo Verde Airlines. Il volo dura circa sei ore.

Siamo stati a Sal una settimana alla fine di agosto e abbiamo trovato sempre il sole tranne un solo giorno, temperatura perfetta per godersi il mare che, nonostante fosse l’Oceano Atlantico, era caldo e piacevole. L’unica nota dolente era la quantità di zanzare che si mostravano puntuali ogni sera.

 

Spese

Sal non è un’isola dove fare una vacanza propriamente low-cost, ma è ancora molto economica rispetto allo stile occidentale. Il cambio, pur essendo favorevole, è inficiato dalla possibilità di pagare in Euro, spesso preteso, che porta ad equiparare la valuta. Nonostante avessimo un appartamento, abbiamo preferito mangiare fuori essendo la spesa costosa e con poca varietà di alimenti nell’unico supermercato – cinese – presente nella città. 

Ti lascio qualche esempio per aiutarti a capire il costo della vita:

  • La sim locale è costata 13 euro per 5 giga.
  • il taxi dall’aeroporto a Santa Maria 20 euro.
  • La colazione dai 5 ai 20 euro in due.
  • Ogni pasto ha comportato una spesa di circa 25-30 euro in due. Le pietanze di pesce costano tra i 9 e 20 euro, l’aragosta (500gr) 30 euro, fettuccine con aragosta 19 euro, hamburger 7-15 euro.
  • Le bibite analcoliche, dall’acqua alla coca-cola, costano dai 2 ai 3 euro le bottiglie piccole.
  • I vini importati e i cocktail hanno prezzi che variano in base al locale, i vini dai 18 ai 30 euro e i cocktail dai 3 ai 7 euro.
  • Lo shampoo al supermercato costa 5 euro
  • Il caffè al bar 1 euro
  • Il giro dell’isola è costato 20 euro a testa a cui si sono aggiunte le spese del pranzo, del noleggio scarpe (2 euro a testa) per entrare nella baia degli squali e la mancia all’autista.

 

 

Un ringraziamento speciale a Gabriele, mio compagno di vita e di avventure, che pazientemente mi ha seguita ed immortalata in questo viaggio.

Terra Boa, Isola di Sal, Capoverde

 

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