Capoverde e “morabeza”: un’Africa leggera da scoprire

24 Settembre 2019

Un arcipelago sperduto nell’Oceano Atlantico poco distante dal Senegal, a metà strada tra l’Europa e il Sud America.

Ecco dove si trova Capoverde.

La vita su queste isole nasce di recente, con i coloni portoghesi che le individuarono all’orizzonte come punto strategico in quella rotta per conquistare il Mondo. E così, una volta disabitata, Capoverde iniziò ad essere calpestata da schiavi africani e brasiliani e da conquistatori europei che si fermarono e sfruttarono tutto ciò che potevano, come l’oro bianco, il sale, estratto sull’isola di Sal dove ho appoggiato i piedi anche io.

 

Murales di Indipendenza, Isola di Sal, Capoverde

 

Ponta Preta, Isola di Sal, Capoverde

 

Oggi Capoverde è un arcipelago indipendente che mantiene un forte legame con l’Europa attraverso il turismo gestito prevalentemente da occidentali, facendo apparire la colonizzazione, anche se ufficialmente estinta, ancora subdolamente presente. A Sal si parla portoghese, inglese, creolo, italiano e francese. Si può pagare in Euro o in Escudos. Si può mangiare gelato, hamburger, pizza, pesce fresco e aragosta, riso e patatine fritte. Ed è in questo insieme di parole dette in lingua diversa, in questi piatti di origine differente, che emerge l’anima di Sal: la morabeza.

 

Morabeza” significa “nostalgia delle proprie radici” in creolo

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Isola di Sal, Capoverde

 

A Sal regna una natura quasi primordiale, per lo più inospitale per l’uomo, che crea paesaggi di inverosimile bellezza dove per noi esseri umani è possibile solo essere ospite. 

 

Murdeira, Isola di Sal, Capoverde

 

Esplorando l’isola verso nord ti imbatti in rocce vulcaniche e taglienti che creano sagome come opere d’arte direttamente sul mare turchese. E poi scendi e ti ritrovi ad attraversare il centro dell’isola, una distesa piatta di terra arida e rossastra dove il vulcano spento, unico altopiano, ti attira verso di sè. Arrivi infine a sud, dove ad aspettarti ci sono distese di fine sabbia bianca che abbracciano un oceano cristallino dalle mille sfumature di blu.

 

Regona, Isola di Sal, Capoverde

 

Terra Boa, Isola di Sal, Capoverde

 

Spiaggia di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Qui vivono gli animali allo stato brado, come gli squali a Baia da Parda, le tartarughe a Ponta Preta o i cani randagi a Santa Maria. Per l’uomo è difficile, davvero difficile vivere su questa terra.  

 

In acqua con gli squali, Baia da Parda, Isola di Sal, Capoverde

 

Cani randagi, Isola di Sal, Capoverde

 

Attraversando l’isola ti accorgi di quanto la povertà sia più che tangibile. I luoghi vengono abbandonati e lasciati alle intemperie, i beni primari sono importati tanto da centellinare l’acqua potabile, lo stile di vita è lento come per conservare energia sotto il caldo sole. 

 

Isola di Sal, Capoverde

 

Palmeira, Isola di Sal, Capoverde

 

E di fronte a questo esame di realtà, inizi a notare come le persone mantengono ugualmente il vivace spirito creolo, questa cordialità innata nel modo di fare, un’accettazione incondizionata per la propria terra, un’accoglienza festosa che non ti nega mai un saluto né ti fa mai sentire in pericolo. Scopri il lato umano di questa arida terra, un calore sperimentato in ogni parola che ti viene detta e in ogni racconto che ti ritrovi ad ascoltare, una sensazione di calda malinconia che solo la morabeza sa farti provare.

 

Pontile di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

 

Qui il motto è “no stress

 

No stress” è diventato un intercalare in ogni conversazione, è ormai il motto dell’isola scritto su ogni insegna dei negozi e su ogni braccialetto venduto per strada. Ed è vero, qui tutto trasmette semplicità, genuinità e tranquillità, come dovrebbero essere la convivenza, l’accoglienza e la vita stessa.

 

Pontile di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Ed è a questo punto che, nonostante sia un’isola arida e nonostante abbia un turismo occidentale emergente, Sal ti entra nel cuore con la  sua forza umana che ti avvolge e che ti ricorda quanto sia solidale e travolgente questo nostro complesso Mondo. 

Questa forza è nell’ospitalità di Baba, negoziante capoverdiano per le vie secondarie di Santa Maria, che ci ha fatto entrare in casa per conoscere la sua famiglia e vedere il suo negozio, dicendoci “Siete sempre i benvenuti”.

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

E’ nell’inaspettata condivisione di Mara, un venditore senegalese che non vede la famiglia da mesi, che per ringraziarci di aver ascoltato la sua storia mentre il sole tramontava sulla spiaggia, ci ha regalato metà della sua bancarella dicendoci “Siete delle brave persone”.

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

E’ nel calore di Samba e di Picasso che ogni volta che passavamo davanti al loro negozio ci salutavano, ci regalavano un bracciale e ci dicevano “Qui siamo tutti fratelli”.

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

E’ nella gioia di Ruben, un bambino conosciuto sul pontile dei pescatori, un piccolo “collaudatore di conchiglie” che, ad ogni conchiglia presa in mano dal padre esclamava “Hello?” per sentire il mare.

 

Pontile di Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

E’ nell’innocenza di ogni bambino incontrato, di quelli che giocavano spensierati in spiaggia, di quelli costretti a chiedere soldi, di quelli che con la bassa marea andavano in cerca di ricci di mare da portare agli hotel, che sempre, di fronte alla nostra offerta di dargli qualcosa da mangiare o di fargli una fotografia e conoscerli, ci ringraziavano con un sorriso vero ed immenso.

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Palmeira, Isola di Sal, Capoverde

 

Sal non è un’isola per tutti perché bisogna accogliere la sua realtà così com’è

 

Qui non si viene solo per una vacanza con le infrastrutture europee per vivere un mare turchese con i ritmi africani.

Qui si viene per esplorare un ambiente inospitale eppure travolgente, per vedere una convivenza di contrasti tra benessere europeo ed essenzialità africana. Qui si viene per conoscere persone che ti fanno provare morabeza raccontandoti delle loro difficili vite e delle loro famiglie lontane. 

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

 

Sal è unica perchè sotto la durezza della sua terra vulcanica così spoglia e povera, si nasconde un’anima avvolgente.

Capoverde sarà un’Africa “leggera” forse, eppure scalda sempre il cuore come solo questo nero continente sa fare.

 

Obrigado (grazie) Sal

 

Santa Maria, Isola di Sal, Capoverde

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