Il tempio Shaolin: dove storia e cultura cinese si incontrano

31 Luglio 2019

Stavo tremando dal nervoso, ormai io e Lele avevamo perso metà mattinata tra il chiedere informazioni e girare come una trottola. Ero lì in mezzo alla stazione dei treni di Pechino e non c’era modo di capire quale fila fosse quella giusta per ritirare i biglietti del treno acquistati online. Chiediamo alla guardia di sicurezza, ma risulta sbrigativo. Chiediamo ad una ragazza con l’ipod che ci sorride, ma non capisce. Per esclusione, ci mettiamo in coda e proviamo nuovamente a chiedere conferma ad un anziano signore se la fila fosse corretta che ci risponde confusamente “no no”  scuotendo la testa e si dirige in testa alla fila.

Mi sentivo persa ma, proprio in quel momento, quell’anziano signore si è di nuovo avvicinato a noi, ha preso Lele e lo ha accompagnato davanti alla fila, davanti al posto suo, per permetterci di chiedere e di ritirare subito i biglietti, nonostante l’evidente disaccordo delle persone dietro di lui. 

Una lacrima commossa credo mi sia scesa in viso e quell’anziano signore, senza parlare, mi ha solo fatto un inchino e indicato di andare avanti.

Recuperiamo i biglietti, ringraziamo e corriamo al binario perché il nostro treno è pronto a partire.

 

 

Il treno veloce ci porta in tre ore a circa 700 km di distanza, a Zhengzhou, capitale della provincia Henan

Appena scesi, ci rendiamo conto di essere in una Cina completamente diversa o forse solo quel lato di questo paese che noi non volevamo vedere.

 

 

Gli stranieri non sono ben visti, le scritte sono esclusivamente in ideogrammi, quasi nessuno parla inglese o ha la propensione ad usare il traduttore con noi, eravamo circondati da una Cina chiusa e rigida. Zhengzhou è una città nel cuore della Cina rurale, ricostruita quasi interamente dopo la guerra. Oggi la sua autenticità è andata persa lasciando spazio ad una metropoli grigia, sporca, asettica e considerabile solo di transito. 

Sono pochissimi gli hotel che accettano stranieri e noi siamo obbligati a ripiegare su l’unico motel di media categoria che ci permette di dormire vicino alla stazione dei pullman per raggiungere il Tempio Shaolin. 

 

Il Tempio Shaolin 

 

Il Tempio Shaolin si trova alle pendici del Monte Song (o Songshan), una delle montagne sacre della Cina e luogo di vedute spettacolari.

Distrutto nel corso degli ultimi secoli, il Tempio Shaolin è oggi una ricostruzione sui pochi resti dell’edificio originale riconosciuto ugualmente Patrimonio UNESCO per la sua storia e la sua importanza nella cultura cinese

La storia narra che per decenni la dinastia Ching proibì la pratica delle arti marziali e distrusse i templi che rappresentavano i luoghi dove i monaci addestravano i guerrieri per una ribellione. Una volta distrutto il Tempio Shaolin, i monaci si nascosero in giro per il Mondo e mantennero viva la cultura del Kung Fu, diffondendo la pratica e facendo nascere società segrete che avrebbero avuto lo scopo di difendere il popolo oppresso dai dominatori.

 

 

Solo negli anni ‘70, il Kung Fu tornò alla ribalta anche in Cina, grazie alla televisione a ai film di Bruce Lee, portando il governo cinese a scegliere di ricostruire il Tempio e di renderlo un’importante meta turistica e luogo di addestramento per le arti marziali aperto a tutto il Mondo.

Nonostante l’apparenza commerciale e gli spettacoli che mettono in scena i combattimenti, questo luogo ha un incredibile fascino e si mostra oggi nel suo antico splendore, come premio per aver fatto sopravvivere lo spirito delle arti marziali dopo i soprusi subiti.

 

Questa è la patria del Buddhismo, delle arti marziali e della meditazione Zen.

 

Lele ed io volevamo vedere questo luogo dopo tanti film sulle arti marziali ed ora siamo increduli nell’essere davvero qui. Il sito è molto grande e ci sono edifici sparsi un po’ per tutte le pendici della montagna Songshan. Iniziamo a camminare lungo il percorso in mezzo alla foresta e veniamo attratti dall’incenso all’ingresso del complesso del Tempio Shaolin. Qui un rincorrersi di sale addobbate da scritte e protette da statue buddhiste, la Sala dei Re Celesti, la Sala Shanmen e la Sala Mahavira, e giardini zen. La pioggia debole e l’umidità rende l’atmosfera un po’ surreale con i monaci intenti a pregare o ad accogliere i turisti.

 

 

 

Proseguiamo lungo il sentiero e arriviamo alla Foresta delle Pagode, un susseguirsi di pagode di varie dimensioni in base al prestigio del monaco buddhista di cui racchiude i cimeli. 

 

 

Alla fine di quella strada, ci ritroviamo ad un bivio tra due funivie, a destra quella moderna che porta al Monte Song per fare un trekking di circa 4h e a sinistra quella trasandata che accompagna in direzione della Caverna DharmaNon avendo tempo, scegliamo la funivia sgangherata e cigolante di sinistra, che ci accompagna sulle cime della montagna con una musichetta simile a quella di un luna park.

 

 

Arrivati in cima, dopo una foto imbarazzante fattaci di sorpresa dalla fotografa ufficiale della funivia, proseguiamo il sentiero tra bancarelle di cibo e oggetti vari, tra cui spade, pugnali, amuleti di pietra e chicchi di riso su cui scrivere il proprio nome.

 

 

 

Il percorso si dirama lungo scalinate impervie e scivolose che ci portano ad un tempio buddista dove incontriamo un monaco che, con estrema gentilezza, ci invita a pregare insieme a lui, prima di raggiungere la cima del monte. Qui i rami degli alberi sono addobbati da preghiere scritte sui tipici amuleti rossi, le persone pregano, fotografano e ammirano il panorama, una veduta pazzesca sulla valle, da mozzare il fiato, che neanche la pioggerella e l’umidità riescono a rovinare. 

 

 

 

Siamo tremendamente in ritardo e il Tempio sta chiudendo, ma proprio mentre siamo sulla navetta per tornare all’ingresso, la nostra attenzione viene attratta da ragazzi in tuta da allenamento che corrono ai lati della strada. Decidiamo di seguirli e finalmente li vediamo, gli studenti di arti marziali intenti ad allenarsi. Saranno centinaia, divisi per classi, tutti a compiere movimenti innaturali con una coordinazione e una fluidità che davvero solo nei film di Bruce Lee e Jackie Chan avevamo mai visto.

Uno spettacolo unico che ci fa concludere con soddisfazione questa intensa giornata.

 

Arrivati al parcheggio, scopriamo dell’esistenza di un bus che porta direttamente a Zhengzhou e corriamo per prendere l’ultimo delle 18.30 ma scopriamo che non c’è più posto. Siamo lì con i nostri screenshot, li mostriamo a tutti coloro che incrociamo, e non riusciamo a capire se veniamo compresi oppure no. Le persone iniziano a parlare tra loro e l’autista si alza dal proprio posto per chiedere di prendere in braccio i bambini con il fine di farci spazio e permetterci di sedere.

 

 

Mettiamo la cintura – in Cina è obbligatorio sui pullman – e torniamo a casa. Anche qui, una lacrima credo mi sia scesa in viso perchè nonostante le difficoltà comunicative e culturali, nonostante la fatica e la meraviglia della giornata, l’incontro umano è sempre quello più commovente.

 

Che dire, 谢谢 (xiè xiè – grazie) Henan

 

Travel Psych Tips: informazioni su come arrivare, sui prezzi, come comunicare e su dove dormire 

 

Arrivare al Tempio Shaolin da Zhengzhou

Il Tempio Shaolin si trova a Dengfeng, paesino ben collegato tramite pullman da Zhengzhou. 

Abbiamo raggiunto il Tempio Shaolin prendendo due pullman: uno per Dengfeng e uno per il Tempio Shaolin. 

Per prendere il pullman giusto abbiamo dovuto mostrare il nome della città in cui volevamo andare, Dengfeng, in cinese. Ci siamo infatti “muniti” di screenshot delle parole chiave in cinese che ci servivano lungo il percorso, come il nome delle città, “fermata dell’autobus”, “orario” e così via. Parte un pullman ogni mezz’ora ad una cifra irrisoria.

Il pullman porta a Dengfeng in circa due ore e ferma in corrispondenza della stazione da dove prendere il secondo pulmino che porterà in meno di un’ora all’ingresso del Tempio Shaolin. Anche qui parte un pulmino ogni mezz’ora circa.

Al ritorno, ci sono pullman che portano direttamente a Zhengzhou dal parcheggio del Tempio e l’ultimo era intorno alle ore 18.30.

 

Prezzi

L’ingresso al Tempio Shaolin costa 100 CNY a testa (circa 13 euro).

Le funivie costano 60 CNY e 120 CNY a persona.

Il pullman da Zhengzhou a Dengfeng costa 56 CNY a tratta in due.

Il pulmino da Dengfeng al Tempio costa 10 CNY in due.

 

Comunicare

In questa zona di Cina abbiamo avuto spesso difficoltà e ci siamo subito muniti di screenshot con le parole chiave scritta in ideogrammi. Così abbiamo fatto per prendere i pullman di andata e ritorno, avevamo quindi i nomi di Zhengzhou e di Dengfeng scritto in cinese, così come altre parole chiave per noi.

 

Dove dormire

Abbiamo alloggiato a Jinjiang Inn Zhengzhou Raiway Station scelto perché comodo per raggiungere il Tempio Shaolin. Le camere sono semplici e pulite, anche se affacciate sui binari dei treni ed è  uno dei pochi hotel che permette agli stranieri di pernottare. 

Il motel non accetta le carte di credito straniere e abbiamo quindi dovuto pagare in contanti. I ragazzi in reception non parlano inglese, ma si sono dimostrati sempre disponibili nel darci le indicazioni con traduttore alla mano. 

 

Un ringraziamento speciale a Gabriele, mio compagno di vita e di avventure, che pazientemente mi ha seguita ed immortalata in questo viaggio.

 

 

 

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