Coronavirus e Psicologia – terzo problema: valori

11 Marzo 2020

Il Coronavirus ci sta mettendo alla prova non solo come persone, ma anche come società e come esseri umani.

Individualmente, abbiamo parlato di come reagire allo sforzo cognitivo e all’impatto emotivo che causano le notizie allarmanti.

Ora è arrivato il momento a parlare delle implicazioni psicologiche del Coronavirus in termini più ampi: noi come società.

 

Terzo problema psicologico: #bussola dei valori impazzita

 

Il cinismo, l’inquietudine e l’isteria collettiva, sono i sintomi di una società che vacilla, non preparata a fronteggiare l’interruzione della normalità e a mettersi in discussione, scatenando così un’emergenza sociale, sanitaria, economica e, oserei dire, umana. 

Umana” per le perdite e “umana” per i valori che stiamo trasmettendo e di come li abbiamo messi in ordine di importanza. Non vite, ma numeri da elencare. Non unione, ma separazione. Non cooperazione, ma recriminazione.

Elencare ininterrottamente numeri grandi e piccoli senza un’adeguata cornice o polemizzare su tematiche senza un’adeguata competenza. A cosa serve?

E’ così che una società fiera di essere libera, torna indietro nel tempo, ed è così che il “giusto” e lo “sbagliato” si amalgamano trasformando ogni azione e parole come legittime, anche se ingiustificate e fuori contesto, quindi, errate.

 

Coronavirus e Psicologia

Coronavirus e valori

 

 

 

Soluzione: #affrontare il Coronavirus con la resilienza

 

Tornare a dare il giusto valore, significa sforzarsi nel ri-calibrare l’asticella su cosa credo valga la pena difendere, su ciò per cui credo valga la pena lottare. In questa situazione, credo sia la “vita“.

Ed è così che le mie parole e le mie azioni nel concreto cambiano di significato e mi indirizzano verso un Mondo fatto di forza e di speranza.

Perchè se non parlo delle persone che escono dagli ospedali curate, non so che si può guarire. Se non parlo in ugual modo del nero e del bianco, io prendo decisioni non ponderate. E se non sottolineo il lavoro di coloro che stanno in prima linea, non so chi ringraziare.

Consapevolezza, responsabilità, fiducia, in sé e negli altri, sono solo alcuni degli aspetti da cui poter attingere la nostra resilienza, la nostra capacità di affrontare gli eventi traumatici o stressanti, riorganizzando in modo positivo la nostra vita.

 

 

La resilienza è qualcosa di ordinario e non di stra-ordinario per l’essere umano

 

 

Serve impegno nel farsi coinvolgere in una situazione che cambia, serve la convinzione di poter fronteggiare gli eventi per non sentirsi in balia di essi, e serve la predisposizione ad accettare i cambiamenti come parte integrante della vita per non viverli come paralizzanti.

 

 

 

Per approfondire e capire Coronavirus e Psicologia:

Primo problema psicologico: #infodemia e disinformazione causano comportamenti irrazionali

Secondo problema psicologico: #calderone emotivo

Quarto problema psicologico: #essere cittadini del Mondo nel futuro

 

 

Per tutte le informazioni mediche e le pratiche di prevenzione qui in Italia, vi rimando all’unica fonte autorevole e affidabile: Ministero della Salute.
Per tutte le informazioni mediche e logistiche rispetto al come comportarsi nel resto Mondo, vi rimando alle uniche fonti autorevoli e affidabili: Farnesina e Enac.

 

 

Un ringraziamento speciale a Sara e Michele, amici costretti alla quarantena nella zona rossa, e a Emanuel, mio medico di fiducia esperto in immunologia.

E grazie a tutte le persone, colleghi, commercianti e amici, che si sono confrontate con me negli ultimi giorni avvicinandosi senza paura.

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