Un tour dell’Andalusia che solletica le papille gustative inseguendo il profumo di curiosità.

In una parola, Tapas.

 

Arrivata alla terza volta in Spagna, pensavo di conoscere la cultura culinaria di questa terra, eppure, in Andalusia, per dirla semplice, avevo sempre fame. Ogni pausa, ogni scusa, era buona per spizzicare in questo o quel locale, questo o quell’assaggino, quando proprio non ci fermavamo ad ordinare.

In modo improrogabile, ogni volta che io e Sara ci guardavamo negli occhi con uno sguardo famelico, andavamo alla ricerca del locale più caratteristico in cerca di delizie.

 

 

 

 

1.      Granada

La Tabernilla del Darro” ai piedi del quartiere Albayzin, offre piatti rustici da gustare fino a tardi. Eravamo appena arrivate a Granada, dopo ore di macchina e dopo esserci perse per il barrio Albayzin in cerca dell’albergo, erano le 22.30 e ancora non avevamo cenato, quindi puoi immaginare la fame. Così veniamo catturate da alcune lucine dall’altra parte del ponte e intravediamo dei piatti e dei bicchieri passare davanti ad una finestra. Entriamo e ci sediamo ad un tavolino di legno. Il resto lo puoi vedere. Eccoci Granada.

 

 

 

Bar Aixa” nel cuore gitano del quartiere Albayzin, sangria, festa e tapas gratuite.

Dopo aver guardato il tramonto al Mirador de San Nicolas – ore 21 – abbiamo vagato per la parte alta del quartiere Albayzin seguendo senza meta passanti casuali, ignare guide turistiche nel nostro tour culinario. Attraversato un varco, siamo finite in una splendida piazza stracolma di gente che, seduta a rifocillarsi, assisteva ad uno spettacolo di flamenco. Anche noi, prese dall’entusiasmo generale, oltre che dalla fame, decidiamo di sederci ad un tavolino sotto una tettoia e ordiniamo una sangria che ci viene servita corredata di assaggini estremamente gustosi. Una festa.

 

Ph.@Sara

 

 

2. Cordoba

El Barón”, dove gustare un salmorejo delizioso nel cuore della Juderia.

Debilitate dal caldo di Cordoba e dal camminare senza sosta nel labirinto della Juderìa, siamo andate alla ricerca di un locale dove riprenderci. In quel dedalo di strade, nessun esercizio ci convinceva a pieno, ci sembravano tutti un po’ troppo turistici e costosi. Così abbiamo continuato a vagare e a cercare fino ad imbatterci in una piazzetta isolata riempita solo dagli ombrelloni di un bar. Quando ci siamo sedute, la giovane proprietaria è uscita sorridendo per portarci il solito menù in spagnolo con i soliti piatti tipici del luogo. E invece di “solito” quel menù aveva davvero poco. I piatti erano diversi dal solito, invitanti e colorati.

La timida dolcezza della proprietaria è per noi un graziosissimo ricordo – a cui si lega la compagnia felina sotto al nostro tavolo. Abbiamo ordinato salmorejo, salmone ed insalata di patate. Squisiti, rifocillanti e rinfrescanti.

 

 

 

El Pisto”, noto tapas bar di Cordoba, in pieno centro.

Cercando con TripAdvisor, capitiamo nella zona centrale vicino al nostro albergo e proviamo questo locale moderno e rinomato, ma dai prezzi abbordabili.

Restiamo in attesa di un tavolo per circa venti minuti, e prima che cominciassi a sgranocchiare l’angolo di un tavolino occupato da una coppia di signori sulla sessantina, arriva il nostro turno di sedersi. Quando finalmente il cameriere ci chiama  per accompagnarci al tavolo, ci ritroviamo in una sala spaziosa all’interno di un atrio dal soffitto altissimo e abbellito da piante pendenti a coprire i muri. Un contesto affascinante in cui divorare polpo e crocchette allo sfinimento.

Cibo ottimo, posto bello, tanto che se non fossimo state satolle, avremmo chiesto il bis per non doverci alzare dal tavolo.
E invece.

 

 

3.     Siviglia

A spasso per la Juderìa c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma al “Bar Las Teresas”, l’aroma della fila di jamon sul bancone ci ha letteralmente invitate ad entrare.

Siamo capitate in questo locale dopo esserci passate davanti due volte per esplorare il quartiere prese dai colori e dai luccichii delle bancarelle. Alla terza, non abbiamo più resistito, lo jamon ci stava solleticando troppo il palato. Ci siamo sedute in un tavolino all’ombra del tendone e dalle nuvole di vapore e siamo rimaste sedute lì qualche ora ad osservare i camerieri indaffarati, ad incuriosirci di fronte al brusio dei passanti e a gustare un’insalata di polpo ricoperta di pomodoro e cipolla. Un bicchiere di sangria per rendere il tutto ancora più vivace, e chi si alza più.

 

 

 

4. Medina Sidonia (Cadice)

Quando siamo arrivate in questo pueblos, bianco, desolato e silenzioso, non ci aspettavamo molto. Solo un bel tramonto dal tetto del nostro appartamento. Ma, soprattutto, non avremmo mai pensato di imbatterci nel locale di tapas che per noi è stato il più buono di tutti. Le sognavo di notte. Show the Tapas: un nome che da solo, è tutto un marketing.

Affacciato sulla scalinata che porta all’arco arabo, questo locale, raffinato pur nella sua semplicità, ironico nel suo arredamento così particolare, ci ha dato soddisfazioni culinarie da farci venire la nostalgia a distanza di tempo. I camerieri vedendoci arrivare ogni sera – con quell’aria nemmeno troppo vagamente famelica – ci sorridevano dicendo “vino, polpo, gamberetti, patate e paprika” giusto per vederci annuire felici. Abbiamo affiancato questo piatto con altre tapas, sempre diverse e deliziose, ma questa è “La” tapas, e per noi resterà indimenticabile.

 

 

 

 

Gusta e via, in Andalusia!

 

 

Un ringraziamento speciale alla mia compagna di viaggio Sara, nonché mia splendida cugina e complice di mille risate – e mangiate.

 

 

 

 

 

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